TERNI DONNE PERCHE’?

 Come nasce
e perchè nasce Terni Donne?
La Rete
Terni Donne nasce poco più di un anno fa, dalla volontà di alcune
associazioni femminili, con la finalità di realizzare a Terni la
Casa delle Donne. In Occasione del 25 Novembre scorso (giornata
Internazionale contro la Violenza sulla donne) abbiamo, insieme alle
istituzioni, realizzato un Consiglio Comunale aperto in cui è stato
votato un atto d’indirizzo contente 10 punti (emersi dal progetto di
formazione Mai Più Violenze della Regione) per contrastare la
violenza sulle donne. A seguire abbiamo iniziato un dialogo con le
Istituzioni per l’individuazione di un luogo da destinare a Casa
delle Donne e centro Antiviolenza. Siccome dopo alcuni mesi non si
era ancora individuato uno spazio, ci siamo fatti gruppo promotore
per la realizzazione di un Open Space aperto alla cittadinanza per
parlare dei bisogni delle donne e di eventuali progetti da realizzare
nella Casa delle Donne. L’evento ha avuto una ottima partecipazione
cittadina. Il nostro lavoro è stato seguito dall’equipe della
Professoressa Paola Mamone della Sapienza di Roma, Facoltà di
Psicologia della Salute ed attualmente sta diventando una tesi di
Laurea. In Occasione dell’Open Space, abbiamo redatto un documento
di 45 pagine, contenente i dati raccolti dai gruppi di lavoro e
l’abbiamo consegnato alla Giunta Comunale. I gruppi erano su
Accoglienza,  Arte, Cultura, Violenza, Maternità.  Dopo
l’estate abbiamo ripreso il dialogo con le istituzioni e in riunione
con il Vicesindaco, la Presidente della II Circoscrizione e
l’Assessore alla Cultura, abbiamo individuato alcuni spazi da
destinare. Attualmente ne abbiamo selezionato uno e stiamo
verificando la compatibilità con le altre Associazioni già presenti
nell’edificio.
Di cosa si
occupa?
La Casa
delle Donne, sarà uno spazio dove le donne potranno andare per stare
insieme per svolgere una serie di attività, o semplicemente
prendersi un thè. Sarà strutturata in modo da poter accogliere
anche donne con bambini di età diverse. Terni non è strutturata per
far stare insieme agevolmente donne e bambini. Ci sono tante attività
pomeridiane per bambini, divisi per fasce d’eta, ma 3 donne, con 2
figli a testa che vogliono stare insieme in un luogo pubblico si
trovano in difficoltà e le donne sono sempre più sole. Anche le
donne senza figli o le donne con figli adulti troveranno ciò che
desiderano dentro la casa perché l’idea è che chiunque può
realizzare un piccolo gruppo, usufruendo gratuitamente di quelli
spazi. Ci sarà una sala polifunzionale con tavoli e sedia, una
cucina, una ludoteca, dei laboratori e una sala sgombra per attività
motoria. Organizzeremo un’agenda visibile anche in internet in modo
che ognuna potrà sapere rapidamente qual è la programmazione per un
determinato giorno.
 C’è
bisogno di tutto ciò perché attraverso momenti di attività di
gruppo si crea relazione e fiducia e una volta che si è istaurata
relazione e fiducia c’è l’apertura a l’espressione dei disagi
o dei bisogni. Tutte noi, donne normali, inserite nella società, di
età diverse e provenienti da paesi diversi, abbiamo ad un certo
punto della nostra vita avuto bisogno di aiuto o di sostegno. In
un’ottica di rete e di aiuto-mutuo-aiuto possiamo essere lì, l’una
per l’altra, al momento giusto. Le varie associazioni che
compongono la Rete Terni Donne sono formate per affrontare diverse
situazioni: la maternità, la relazione, la violenza, il lavoro,
l’espressione artistica ecc. Quindi le donne verranno per passare
del tempo insieme.
 Ho
visto che state seguendo la progettazione della casa delle donne. Ti
andrebbe di raccontarmi a che punto siete e la politica in che modo
vi sta aiutano (o non aiutando)?
Interessante
è dire che noi abbiamo proceduto per vie dirette e abbiamo fatto
“massa” fino a quando non ci hanno iniziato a prendere sul serio.
Credo che chiunque voglia approcciare le istituzioni debba avere la
capacità di lavorare bene
in
rete
con altre realtà sul
territorio, altrimenti non si va da nessuna parte. Se gli Assessori,
ad esempio,  danno retta a tutte le singole associazioni che si
occupano d’immigrazione e ognuna rema in una direzione diversa, si
finisce lo stesso per non ottenere i risultati sperati per il
territorio. Noi, come associazioni femminili ci siamo messe insieme,
abbiamo dimostrato che sappiamo organizzarci e che sappiamo gestire
eventi pubblici come quello del Consiglio Comunale Aperto e dell’Open
Space. Abbiamo coinvolto il mondo accademico, che ha rassicurato le
Istituzioni abbiamo agito sulla base del fatto che era stato firmato
un atto d’indirizzo che impegnava il Comune a trovare per noi uno
spazio, come cittadine prima e poi come donne.
 C’è
anche da dire che le istituzioni ci hanno fatto da
incubatrice
in tutto questo tempo. Molte di noi come singole associazioni
riuscivamo a fare riunioni grazie agli spazi polifunzionali messi a
disposizione dal Comune, l’Assessore alla Cultura uscente aveva
avviato il Progetto “Donna Sempre” che prevedeva riunioni tra
l’Assessorato e le Associazioni per decidere insieme l’agenda
degli eventi, L’Assessore attuale di è adoperato in prima persona
per realizzare il Consiglio Comunale aperto,  Il Progetto Mai
Più Violenze della Regione ha formato e messo in contatto tutte le
donne Umbre che stavano lavorando sulla tematica. Il CPO Regionale fa
un lavoro di messa in rete dei soggetti. La Presidente di una delle
circoscrizioni sta seguendo il nostro iter passo passo. Gli eventi
organizzati da noi hanno goduto del Patrocinio del Comune e del
sostegnodelle Circoscrizione,  e quindi non abbiamo dovuto
pagare la Sala o il compenso dell’Oratore o i manifesti. Tutto ciò
per dire che noi siamo la prova vivente che se le istituzioni
sostengono iniziative di soggetti che danno prova di essere capaci di
lavorare in rete e attivare la cittadinanza, i risultati si ottengono
eccome. Ora speriamo solo che a fronte di tanto lavoro svolto
Provincia, Regione e sponsor privati ci facciano avere i fondi
necessari per avviare il progetto…vi terremo informati!
 Avete
una rappresentaza all’interno del Centro pari opportunità?
Abbiamo
diverse rappresentati che sono entrate con le varie associazioni che
compongono la rete.
 Qualcuna
di voi si era candidata ad entrarne a fare parte?
Ci siamo
candidate quasi tutte, alcune di noi sono entrate ed altre no. A
fronte di un grande lavoro fattivo, alcune di noi avevano meno
requisiti formali, per altre la mancata candidatura ci ha sorpreso un
po’. Pazienza.
 Che
cosa pensi del nuovo Cpo che si è costituito?
Prima che
potremo dare un giudizio, dovranno compiere della azioni! Ovviamente
siamo aperte al dialogo e al confronto se saremo invitate a
partecipare a qualche riunione o qualche progetto.
 Ci
sono delle urgenze in questo momento a Terni in materia di donne?
Lo
solitudine… e la mancanza di tempo che porta alla solitudine. Noi
dobbiamo costruire sul territorio servizi che aiutano concretamente
le donne nella quotidianità e che le aiutano a trovare del tempo
libero. Il mio gruppo si sta orientando su cose semplici ma
importanti, la consegna della spesa, i gruppi d’acquisto, il
pulmino per accompagnare i figli alle attività pomeridiane, solo in
questo modo le donne potranno avere un paio d’ore libere a
settimana per poter stare insieme a parlare. Parlando, parlando si
realizzano molte cose!

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