LE STANZE DI MAGGIO

LE STANZE DI MAGGIO




Tre giornate di mostra mercato dell’artigianato artistico femminile
promossa dal Comune di Terni, l’ Assessorato al Commercio, Artigianato,
Pari opportunità, l’Assessorato allo Sviluppo Economico, l’Assessorato
alla Cultura e l’ ente Cantamaggio

A cura di Donna sempre e Terni-Donne

Con l’ occasione del Cantamaggio la rete Terni Donne, composita ed
attiva nel territorio da almeno tre anni per promuovere, incentivare e
divulgare iniziative al femminile, ha collaborato con l’ ante
Cantamaggio, il Comune di Terni, l’ Assessorato al Commercio,
Artigianato, Pari opportunità, l’Assessorato allo Sviluppo Economico,
l’Assessorato alla Cultura e Donna sempre alla creazione dell’ evento
che si svolgerà nelle giornate del 28, 29 e 30 aprile presso Palazzo
Morelli.

Questa mostra è tesa a porre l’ attenzione sul tema
lavoro, ma soprattutto a riflettere sull’ importanze del lavoro creativo
per le donne, come occasione di autodeterminazione identitaria e
culturale nuova e d’ innovazione che permetta alle donne di
sperimentarsi e di condividere la propria “fertilità” creativa.

Quale miglior occasione , se non quella della festa della primavera ,
per rievocare momenti comunitari legati alla tradizione artigianale

Il Cantamaggio quindi, non è un periodo scelto casualmente.

Tutti festeggiamenti legati al Calendimaggio celebrano, dalle origini,
il rinnovo della fertilità primaverile e le dee che ad essa si legano:
nell’antica Roma i Ludi Florales o Floralia, erano celebrati dal 28
aprile al 3 maggio in onore di Flora, antica dea italica della
vegetazione, mentre la notte del primo maggio era sacra alla Bona Dea,
ai cui misteri non erano ammessi gli uomini.

I Celti, invece,
festeggiavano Beltane, festa sacerdotale del fuoco sacro e dei riti di
fertilità su cui vegliava la Dea Madre che dominava allo stesso tempo il
destino dei semi e quello dei morti , venerata come dea della morte e
della rigenerazione, mentre in Germania e nei Paesi scandinavi la notte
del 30 aprile era la Notte di Valpurga, durante la quale la Dea
incontrava il dio, fecondando così la terra.

Nella stessa
Italia, già dal ‘300, l’inizio della bella stagione era celebrato con
tornei dove il vincitore, personificazione del trionfo della luce sulle
tenebre, otteneva il diritto di sposare la damigella per cui si era
battuto. Era il Calendimaggio, una tradizione viva ancor oggi in molte
regioni come allegoria della rinascita.

Questo tipo di
artigianato artistico dall’ indagine operata nella ricerca i Semi del
sapere, finanziata dall’ Icsim e promossa dalla Biblioteca Comunale di
Terni, risulta essere particolarmente legato alle donne alla fertilità
creativa come al movente generativo che le lega indissolubilmente al
prodotto unico e irripetibile che propongono, per questo la scelta di
questo evento dove il tema attualissimo del lavoro femminile, si fonde
il profumo della tradizione e con il folclore dei festeggiamenti .

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Tre giornate di mostra mercato dell’artigianato artistico femminile
promossa dal Comune di Terni, l’ Assessorato al Commercio, Artigianato,
Pari opportunità, l’Assessorato allo Sviluppo Economico, l’Assessorato
alla Cultura e l’ ente Cantamaggio

A cura di Donna sempre e Terni-Donne

Con l’ occasione del Cantamaggio la rete Terni Donne, composita ed
attiva nel territorio da almeno tre anni per promuovere, incentivare e
divulgare iniziative al femminile, ha collaborato con l’ ante
Cantamaggio, il Comune di Terni, l’ Assessorato al Commercio,
Artigianato, Pari opportunità, l’Assessorato allo Sviluppo Economico,
l’Assessorato alla Cultura e Donna sempre alla creazione dell’ evento
che si svolgerà nelle giornate del 28, 29 e 30 aprile presso Palazzo
Morelli.

Questa mostra è tesa a porre l’ attenzione sul tema
lavoro, ma soprattutto a riflettere sull’ importanze del lavoro creativo
per le donne, come occasione di autodeterminazione identitaria e
culturale nuova e d’ innovazione che permetta alle donne di
sperimentarsi e di condividere la propria “fertilità” creativa.

Quale miglior occasione , se non quella della festa della primavera ,
per rievocare momenti comunitari legati alla tradizione artigianale

Il Cantamaggio quindi, non è un periodo scelto casualmente.

Tutti festeggiamenti legati al Calendimaggio celebrano, dalle origini,
il rinnovo della fertilità primaverile e le dee che ad essa si legano:
nell’antica Roma i Ludi Florales o Floralia, erano celebrati dal 28
aprile al 3 maggio in onore di Flora, antica dea italica della
vegetazione, mentre la notte del primo maggio era sacra alla Bona Dea,
ai cui misteri non erano ammessi gli uomini.

I Celti, invece,
festeggiavano Beltane, festa sacerdotale del fuoco sacro e dei riti di
fertilità su cui vegliava la Dea Madre che dominava allo stesso tempo il
destino dei semi e quello dei morti , venerata come dea della morte e
della rigenerazione, mentre in Germania e nei Paesi scandinavi la notte
del 30 aprile era la Notte di Valpurga, durante la quale la Dea
incontrava il dio, fecondando così la terra.

Nella stessa
Italia, già dal ‘300, l’inizio della bella stagione era celebrato con
tornei dove il vincitore, personificazione del trionfo della luce sulle
tenebre, otteneva il diritto di sposare la damigella per cui si era
battuto. Era il Calendimaggio, una tradizione viva ancor oggi in molte
regioni come allegoria della rinascita.

Questo tipo di
artigianato artistico dall’ indagine operata nella ricerca i Semi del
sapere, finanziata dall’ Icsim e promossa dalla Biblioteca Comunale di
Terni, risulta essere particolarmente legato alle donne alla fertilità
creativa come al movente generativo che le lega indissolubilmente al
prodotto unico e irripetibile che propongono, per questo la scelta di
questo evento dove il tema attualissimo del lavoro femminile, si fonde
il profumo della tradizione e con il folclore dei festeggiamenti .

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