Gli oggetti delle donne

inaugurazione mostra

Gli
oggetti delle donne

sabato
20 gennaio ore 17,00
Casa
delle Donne di Terni

a
cura del Gruppo di lavoro:
Carla
Arconte, Carla Biancucci, Rita Dominici, Manuela Gualtieri, Marta
Morelli, Bianca Ruggeri, Valentina Taddei.

    Alle 17.00 inaugurazione con intervento:“La
    funzione simbolica degli oggetti e il loro uso nelle relazioni di
    genere”


    a
    cura di
    Alessandra Gissi ricercatrice e Laura Schettini assegnista
    di ricerca in Storia contemporanea e in particolare Storia delle
    donne e dell’identità di genere, Università degli studi di
    Napoli “L’Orientale”.

Introduzione

Gli
studi storici, antropologici e gli studi di genere hanno rivelato che
alcuni oggetti sono socialmente riconosciuti come maschili e
femminili, ovvero che il loro possesso e il loro utilizzo, ma anche
la loro circolazione e il significato che viene loro assegnato,
rispondono a logiche di genere.

L’attenzione
all’introduzione, alla diffusione e all’invenzione di nuovi
oggetti nel tempo, l’osservazione degli arredi delle case nel corso
della storia, la distribuzione degli oggetti negli interni domestici
rivelano gli effetti che il loro uso quotidiano ha sui ruoli e sulle
relazioni di genere. Nella società dei consumi di massa, il loro
utilizzo non è neutro, ma legittima ed è legittimato da ruoli e
funzioni diverse secondo il genere e l’età.

Raccogliere
gli oggetti, descriverli e osservarli secondo la qualità “di
genere” che può connotarli significa riconoscerli nel loro uso
sociale, nelle pratiche di utilizzo, acquisto, possesso, produzione,
manutenzione e trasformazione, secondo una distribuzione degli
interventi che definiscono le relazioni di genere nella famiglia e
nella società.


La
mostra
“Gli
oggetti delle donne”
è
il frutto del confronto di un gruppo di lavoro che voleva osservare e
discutere, attraverso l’uso degli oggetti, i ruoli di genere nel
nostro presente, la ricorrenza degli stereotipi e la loro evoluzione
storica.

Il
gruppo di lavoro si è sforzato di “pensare”, ricordare, scovare
gli oggetti, cercando di analizzare e mettere in discussione le
qualità e i ruoli di genere che emergevano; ha esplorato la
possibilità di un superamento degli stereotipi attraverso un loro
ripensamento creativo. Sempre considerando l’evoluzione nel tempo,
la storia e le storie di alcuni oggetti nelle vite delle donne, il
team ha cercato di riconsiderare le possibilità di una loro
rivisitazione con uno sguardo al futuro.

L’esposizione
che in questo momento viene presentata è solo un primo risultato
concreto e un momento di condivisione con il pubblico di alcuni
presupposti ed esiti che hanno animato il confronto. Il gruppo di
lavoro ha per il momento individuato il “tavolo da cucina” come
uno tra gli oggetti maggiormente significativi, luogo accogliente che
consente di ibridare diversi momenti e campi dell’esperienza,
dimensione “spazio-temporale” nonché intersezione relazionale,
riflesso delle identità che vi si proiettano, delle soggettività
diverse che lo utilizzano, testimone delle trasformazioni del vivere
quotidiano, luogo di confronto tra gli usi stereotipati e/o possibili
degli oggetti. Soprattutto si è voluto coinvolgere in modo
interattivo coloro che visiteranno la mostra, invitandoli ad
attraversarne gli spazi per scoprire la storia e le storie che gli
oggetti esposti evocano.

A
partire dal
tavolo
da cucina
delle nostre case,
diventato specchio delle nostre identità e delle nostre relazioni,
s
i sono indagati: l’uso
casalingo, quotidiano e lavorativo degli oggetti, gli oggetti “di
passaggio”, deputati al transito e ai luoghi di soglia, gli oggetti
che hanno una duplice valenza casalinga/professionale (macchina da
scrivere, computer, strumenti di cucina, ecc.), la loro dimensione
storica e la trasformazione del loro uso nel tempo.



Allestimento

Nello
spazio espositivo sono stati allestiti cinque tavoli secondo una
successione temporale: lungo le pareti laterali della sala si trovano
quattro tavoli “storici”:

Anni
‘20/’30
Anni
‘40/’50
Anni
‘60/’70
Anni
‘80/’90

sul
fondo è allestito un lungo tavolo per mostrare un possibile “corredo
da sposa” con oggetti anche preziosi prestati da alcune amiche.

al
centro è stato posto un ideale tavolo degli anni 2000

nella
nicchia di sinistra abbiamo raccolto le fotografie inviate da amiche,
che hanno risposto al nostro appello, del loro tavolo di cucina
reale/ideale, che esprimono ritmi e tempi di lavoro e presenza nella
casa, ma rimandano anche al fuori.

nella
nicchia di destra troverete i materiali per
raccontarci
la vostra reale/ideale “giornata normale”:

Giocate con forbici e colla e appendete i vostri fogli allo
“stendino”, desideriamo raccoglierne tanti e poi alla fine
rifletterci insieme. Grazie per la collaborazione

Tutti
gli oggetti in mostra provengono dalle nostre case e sono autentici
nel loro genere, i libri appartengono alla biblioteca della Casa e ad
alcune amiche.


Ringraziamenti

Alle
amiche che hanno prestato i loro oggetti:

Maria
Losapio, Laura Fabbri, Carmela Paglino, Carla Arconte, Irene Loesch,
Rita Dominici.

Alle
amiche che hanno inviato le fotografie.

Ringraziamo
per l’assistenza e la collaborazione:

Anna Maria
Civico, Valentina Galluzzi, Claudia Monti, Raffaella Chiaranti e
tutto il direttivo della Casa delle donne per la fiducia nel nostro
progetto.

APS
Terni Donne
Patrocinio
del Comune di Terni


Orari 

La
mostra sarà aperta dal 20 gennaio al 2 febbraio, dal lunedì al
venerdì, dalle 15,30 alle 19,30, e i mercoledì mattina dalle 9,00
alle 13,00.

Evento finale il 2
febbraio
  • ore
    17.30
    Graziella
    Priulla
    ,
    presenta il suo ultimo libro
    “Viaggio
    nel Paese degli stereotipi”,
    sociologa
    e saggista, insegna all’Università di Catania nel Dipartimento di
    scienze politiche e sociali;
  • ore
    19,00 lettura partecipata: “Quale uso si fa oggi del tavolo da
    cucina? Esso contribuisce ancora alla definizione dell’identità
    femminile? Se sì, in che modo? Scopriamolo insieme attraverso
    l’interpretazione delle fotografie esposte”, con
    Marta
    Morelli
    ,
    educatore museale senior, MAXXI – Museo nazionale delle arti del
    XXI secolo di Roma;

  • ore
    19,30 apericena

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