Cosa sta succedendo alla Casa delle Donne?

 LA CASA

Dopo una lunga trattativa e confronto con l’amministrazione comunale l’8/3/2014 abbiamo finalmente la Casa delle Donne, nei locali comunali di Via Aminale. Questi spazi vengono assegnati alla nostra associazione a seguito del percorso di progettazione aperto e partecipato degli anni precedenti. Questi locali vengono affidati a Terni Donne con una convenzione triennale e sulla base di accordi attuativi annuali. La nostra Casa delle Donne è nata e cresciuta nell’ottica della costruzione di un bene Il progetto della Casa è nato dall’incredibile esperienza di partecipazione delle donne e dall’esigenza di creare un luogo per la comunità, un centro culturale e sociale che si ponga obiettivo non solo di contrastare la violenza maschile contro le donne, ma soprattutto di istituire uno spazio in cui le donne possano essere ben visibili, protagoniste e a servizio della comunità e delle altre donne, perché tutte si sentano libere di vivere la propria vita e di rivendicare rispetto, dignità, lavoro, condivisione, benessere. Nel Gennaio 2019 l’amministrazione comunale con un anno di anticipo ha comunicato alla nostra associazione che a scadenza di convenzione (31/12/19) lo spazio di Via Aminale che ospita la Casa delle Donne sarebbe stato messo a bando, unico strumento purtroppo riconosciuto valido da questa amministrazione per garantire merito e legalità. Non siamo state con le mani in mano, e dopo una stagione di battaglia in piazza con altre associazioni del territorio in difesa dei beni comuni della nostra città, durante l’estate 2019 abbiamo raccolto e depositato circa 2000 firme di cittadini e cittadine che chiedevano continuità per l’esperienza della Casa. https://www.ternitoday.it/attualita/terni-petizione-per-salvare-casa-delle-donne.html. Ad inizio 2020 ci viene comunicata una proroga di sei mesi per consentire l’elaborazione del bando.

Poi ci pensa la pandemia a congelare la situazione della Casa. Dopo il lock down, il 24 Ottobre 2020 con un’ordinanza regionale vengono sospese tutte le attività associative, fino a Giugno 2021. In questi mesi la Casa non ha mai chiuso però. La comunità di donne che la compongono è rimasta più viva che mai e ha provato ad allargare e far crescere la propria rete Sono nate in quei mesi numerose iniziative e progetti che ancora oggi continuano la loro crescita: un club del libro, il gruppo del cineforum femminista, un laboratorio di scrittura teatrale, PandemicA – racconto corale per parole ed immagini (mostra fotografica e catologo che stanno girando l’Italia). Lo sportello antiviolenza e le consulenze legali non hanno mai smesso di essere in presenza, e la linea telefonica della Casa è rimasta sempre attiva per tutte coloro che ne hanno avuto bisogno. Finito lo stato di emergenza è arrivato, dopo tante attese il famoso bando.

IL BANDO

È un bando non specifico sugli spazi di Via Aminale ma che riguarda una serie di locali comunali. È un bando che parla solo dell’affidamento degli spazi per i quali viene richiesto un affitto (quasi 3000,00 euro per i locali della Casa), eventualmente da scontare anche totalmente qualora vengano realizzate attività rivolte alla cittadinanza che non sono già svolte dall’amministrazione comunale. Uscito nella settimana del 25 Novembre è un bando per gli spazi della nostra Casa in cui non compare mai la parola DONNE. Il bando parla di spazi la cui finalità sia quella di favorire l’invecchiamento attivo e il benessere delle persone. Prevenzione e contrasto alla violenza di genere non pervenute. Nonostante le garanzie che almeno sarebbe stata valorizzata la storia della Casa delle Donne, con questo bando viene cancellata l’esperienza di questi nove anni, non c’è traccia dell’interesse alla prosecuzione di un progetto che è diventato bene comune di questa città. Siamo sopravvissute in questi anni tramite autofinanziamento e partecipazione a bandi. Siamo passate dal non ricevere contributi per le nostre attività a dover chiedere di non dover pagare per svolgerle. Nei numerosi confronti che abbiamo avviato in questi ultimi anni, questa amministrazione comunale si è sempre mostrata irremovibile sullo strumento del bando per l’assegnazione di questo spazio. Noi riteniamo che la nostra esistenza e la vitalità di uno spazio come la nostra Casa delle Donne dovrebbe dimostrare alla politica 2 cose fondamentali:

1) non sempre il bando è lo strumento migliore per amministrare i beni pubblici e dare loro valore, restituirli alla cittadinanza, farli fruttare in termini di relazioni umane, servizi sociali, iniziative culturali, valorizzazione del territorio e dello spazio urbano.

2) non è possibile quantificare il valore sociale che una comunità genera nel momento in cui si occupa della gestione di un bene pubblico ed è perciò scorretto richiedere un affitto come corrispettivo del loro utilizzo. La scelta di procedere con bandi di questo tipo ha portato già nel 2019 alla scomparsa dei centri giovanili della nostra città. 

Come abbiamo sempre lottato continueremo a farlo. Parteciperemo al bando, ma con rabbia e amarezza. Una delle prescrizioni della Convenzione di Istanbul è quella di “Rafforzare il sostegno alle organizzazioni femminili indipendenti e il loro riconoscimento..”. Il Comune di Terni, proprio nella settimana del 25 novembre, la giornata internazionale per l’eliminazione della violenza maschile sulle donne, ha cancellato il valore di quanto fatto dalla Casa in questi anni. Parteciperemo a questo bando nella speranza di vincerlo perché siamo convinte che aviolenza di genere si combatte dando spazio, sostegno e visibilità alle donne e riteniamo che sia fondamentale continuare a farlo, anche se non sembra essere una delle priorità della nostra amministrazione.

DIAMO I NUMERI

370 le persone associate dal 2012.

97 le donne che hanno rinnovato nel 2022.

11 donne nel consiglio direttivo

Dall’8 Marzo 2014:

95 laboratori/corsi di formazione

53 incontri formativi/tematici

63 presentazioni di libri

20 assemblee pubbliche

22 manifestazioni/flash mob

63 eventi (spettacoli, concerti, cene raccolte fondi)

17 mostre

10 gruppi di confronto e/o auto mutuo

1 sportello antiviolenza, di ascolto, orientamento ai servizi e consulenza legale

PARLANO DI NOI

https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2023/01/18/terni-lunica-casa-delle-donne-di-tutta-lumbria-diventa-un-centro-anziani/6936705/

https://www.noidonne.org/articoli/casa-delle-donne-di-terni-launica-dellaumbria-il-comune-la-mette-aa-bandoa-19408.php

https://www.noidonne.org/articoli/casa-delle-donne-terni-risponda-finalmente-la-politica-19515.php



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Cosa sta succedendo alla Casa delle Donne?

 LA CASA

Dopo una lunga trattativa e confronto con l’amministrazione comunale l’8/3/2014 abbiamo finalmente la Casa delle Donne, nei locali comunali di Via Aminale. Questi spazi vengono assegnati alla nostra associazione a seguito del percorso di progettazione aperto e partecipato degli anni precedenti. Questi locali vengono affidati a Terni Donne con una convenzione triennale e sulla base di accordi attuativi annuali. La nostra Casa delle Donne è nata e cresciuta nell’ottica della costruzione di un bene Il progetto della Casa è nato dall’incredibile esperienza di partecipazione delle donne e dall’esigenza di creare un luogo per la comunità, un centro culturale e sociale che si ponga obiettivo non solo di contrastare la violenza maschile contro le donne, ma soprattutto di istituire uno spazio in cui le donne possano essere ben visibili, protagoniste e a servizio della comunità e delle altre donne, perché tutte si sentano libere di vivere la propria vita e di rivendicare rispetto, dignità, lavoro, condivisione, benessere. Nel Gennaio 2019 l’amministrazione comunale con un anno di anticipo ha comunicato alla nostra associazione che a scadenza di convenzione (31/12/19) lo spazio di Via Aminale che ospita la Casa delle Donne sarebbe stato messo a bando, unico strumento purtroppo riconosciuto valido da questa amministrazione per garantire merito e legalità. Non siamo state con le mani in mano, e dopo una stagione di battaglia in piazza con altre associazioni del territorio in difesa dei beni comuni della nostra città, durante l’estate 2019 abbiamo raccolto e depositato circa 2000 firme di cittadini e cittadine che chiedevano continuità per l’esperienza della Casa. https://www.ternitoday.it/attualita/terni-petizione-per-salvare-casa-delle-donne.html. Ad inizio 2020 ci viene comunicata una proroga di sei mesi per consentire l’elaborazione del bando.

Poi ci pensa la pandemia a congelare la situazione della Casa. Dopo il lock down, il 24 Ottobre 2020 con un’ordinanza regionale vengono sospese tutte le attività associative, fino a Giugno 2021. In questi mesi la Casa non ha mai chiuso però. La comunità di donne che la compongono è rimasta più viva che mai e ha provato ad allargare e far crescere la propria rete Sono nate in quei mesi numerose iniziative e progetti che ancora oggi continuano la loro crescita: un club del libro, il gruppo del cineforum femminista, un laboratorio di scrittura teatrale, PandemicA – racconto corale per parole ed immagini (mostra fotografica e catologo che stanno girando l’Italia). Lo sportello antiviolenza e le consulenze legali non hanno mai smesso di essere in presenza, e la linea telefonica della Casa è rimasta sempre attiva per tutte coloro che ne hanno avuto bisogno. Finito lo stato di emergenza è arrivato, dopo tante attese il famoso bando.

IL BANDO

È un bando non specifico sugli spazi di Via Aminale ma che riguarda una serie di locali comunali. È un bando che parla solo dell’affidamento degli spazi per i quali viene richiesto un affitto (quasi 3000,00 euro per i locali della Casa), eventualmente da scontare anche totalmente qualora vengano realizzate attività rivolte alla cittadinanza che non sono già svolte dall’amministrazione comunale. Uscito nella settimana del 25 Novembre è un bando per gli spazi della nostra Casa in cui non compare mai la parola DONNE. Il bando parla di spazi la cui finalità sia quella di favorire l’invecchiamento attivo e il benessere delle persone. Prevenzione e contrasto alla violenza di genere non pervenute. Nonostante le garanzie che almeno sarebbe stata valorizzata la storia della Casa delle Donne, con questo bando viene cancellata l’esperienza di questi nove anni, non c’è traccia dell’interesse alla prosecuzione di un progetto che è diventato bene comune di questa città. Siamo sopravvissute in questi anni tramite autofinanziamento e partecipazione a bandi. Siamo passate dal non ricevere contributi per le nostre attività a dover chiedere di non dover pagare per svolgerle. Nei numerosi confronti che abbiamo avviato in questi ultimi anni, questa amministrazione comunale si è sempre mostrata irremovibile sullo strumento del bando per l’assegnazione di questo spazio. Noi riteniamo che la nostra esistenza e la vitalità di uno spazio come la nostra Casa delle Donne dovrebbe dimostrare alla politica 2 cose fondamentali:

1) non sempre il bando è lo strumento migliore per amministrare i beni pubblici e dare loro valore, restituirli alla cittadinanza, farli fruttare in termini di relazioni umane, servizi sociali, iniziative culturali, valorizzazione del territorio e dello spazio urbano.

2) non è possibile quantificare il valore sociale che una comunità genera nel momento in cui si occupa della gestione di un bene pubblico ed è perciò scorretto richiedere un affitto come corrispettivo del loro utilizzo. La scelta di procedere con bandi di questo tipo ha portato già nel 2019 alla scomparsa dei centri giovanili della nostra città. 

Come abbiamo sempre lottato continueremo a farlo. Parteciperemo al bando, ma con rabbia e amarezza. Una delle prescrizioni della Convenzione di Istanbul è quella di “Rafforzare il sostegno alle organizzazioni femminili indipendenti e il loro riconoscimento..”. Il Comune di Terni, proprio nella settimana del 25 novembre, la giornata internazionale per l’eliminazione della violenza maschile sulle donne, ha cancellato il valore di quanto fatto dalla Casa in questi anni. Parteciperemo a questo bando nella speranza di vincerlo perché siamo convinte che aviolenza di genere si combatte dando spazio, sostegno e visibilità alle donne e riteniamo che sia fondamentale continuare a farlo, anche se non sembra essere una delle priorità della nostra amministrazione.

DIAMO I NUMERI

370 le persone associate dal 2012.

97 le donne che hanno rinnovato nel 2022.

11 donne nel consiglio direttivo

Dall’8 Marzo 2014:

95 laboratori/corsi di formazione

53 incontri formativi/tematici

63 presentazioni di libri

20 assemblee pubbliche

22 manifestazioni/flash mob

63 eventi (spettacoli, concerti, cene raccolte fondi)

17 mostre

10 gruppi di confronto e/o auto mutuo

1 sportello antiviolenza, di ascolto, orientamento ai servizi e consulenza legale

PARLANO DI NOI

https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2023/01/18/terni-lunica-casa-delle-donne-di-tutta-lumbria-diventa-un-centro-anziani/6936705/

https://www.noidonne.org/articoli/casa-delle-donne-di-terni-launica-dellaumbria-il-comune-la-mette-aa-bandoa-19408.php

https://www.noidonne.org/articoli/casa-delle-donne-terni-risponda-finalmente-la-politica-19515.php



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